Tutto deve crollare

l'universo è di vetro
martedì, 26 agosto 2008

IL BUCO QUADRATO, OVVERO LA PRECARIETA' COME SCELTA

Vito lo incontrai per la prima volta a Imperia nel 1988. Dire per la prima volta non è esatto, dato che da allora non l'ho rivisto mai più, però mi piace come suona la frase, e dunque va bene lo stesso. Di lui mi ricordo che era un ragazzo gentile e come dire... pulito? puro? Un po' mi assomigliava (non fisicamente, era molto più brutto di me, ma nel cuore sì). Cantava in un gruppo hardcore chiamato 102 TRUFFE, e c'era una loro canzone che a me piaceva tanto. Ci credereste? Si chiamava "Tutto deve crollare".

Faceva il controllore sui treni, una cosa che gli procurava delle fastidiose allergie. Quando gli chiesi se avesse mai fatto multe, lui abbassò il capo, gli occhi gli diventarono due spilli, le labbra gli tremarono. Disse: "sì, una volta".
Tempo fa venni a sapere che si era licenziato dalle ferrovie, che faceva il contadino e recitava a teatro. Insomma aveva voluto fare della sua vita "un esperimento di precarietà desiderata". Se siete curiosi di sapere com'è andata a finire e sentirvelo raccontare da lui stesso, cliccate sul buco quadrato.
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venerdì, 22 agosto 2008

LEZIONE DI RUSSO

E' un periodo pieno di cose da fare, vorrei scrivere su molte faccende ma davvero non trovo il tempo. Questo articolo di Tito Pulsinelli è comunque molto in sintonia con ciò che penso sullo scontro nel Caucaso. Meglio così, risparmio fatica.
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mercoledì, 20 agosto 2008

IL MIGRANTE COME MERCE

Riprendo dal blog Kelebek:

Somedia organizza una conferenza a Milano, per il 9 ottobre, sul tema:

"Il Marketing Multiculturale per conquistare i Consumatori Stranieri"

Non vi dico di andarci, visto che il prezzo per sette ore è di Euro 960 più IVA.

Somedia S.p.a. è un sottoprodotto del Gruppo Editoriale L'Espresso, insomma è un fratellino del quotidiano Repubblica.

A organizzare la conferenza, c'è un certo Giuseppe Albeggiani, amministratore delegato di "Etnocom Etnomarketing", due nomi un programma: "dal sociale al business passando per l'etica".

Come spiega il sito dell'Etnocom (su sottofondo di qualcosa che sembra un arabo che canta canzonette caraibiche), "Gli stranieri in Italia sono un moving target per definizione," da colpire con "volantinaggio etnia su etnia" e controllare attraverso un "sistema di presidio degli hot spot delle principali città dell'immigrazione".

L'Etnocom nasce dalla collaborazione tra la Wpp Italia - una multinazionale inglese che nel 2005 controllava il 41% degli investimenti pubblicitari in Italia [1]  - e la Angelo Costa, la concessionaria europea della Western Union.

Cerchiamo di capire il meccanismo.

Esiste una rete che preleva una percentuale elevata su quasi tutte le rimesse che i migranti mandano a casa.

Con i profitti ottenuti da quel prelievo, la stessa rete studia come vendere cose agli stessi migranti.

E, incidentalmente - come abbiamo documentato altrove - quella rete cerca di impossessarsi anche della Consulta Islamica, un'operazione di marketing che credo sia unica nella storia.

Oggi, il partito di Angelo Costa ha anche un deputato (di destra) in parlamento, l'impiegata marocchina Souad Sbai.

In un'interessante tesi, il sociologo Emiliano Pappacena scrive:
"Osservando le varie pubblicazioni etniche nazionali [che escono in Italia], è stato inevitabile soffermarsi su 20 di queste (la quasi totalità del campione osservato) che si distinguevano dalle altre per la omogeneità della edizione (carta, formato e grafica), per la medesima distribuzione su tutto il territorio nazionale (punti Western Union ed alcune edicole), per la durata della pubblicazione, vicina o superiore all'anno e per gli importanti inserzionisti pubblicitari nelle loro pagine. Queste testate ad una più attenta analisi sono risultate tutte riconducibili ad un unico soggetto: la società editrice Stranieri in Italia del gruppo Angelo Costa [...]

A tal punto si è fatta strada nella mia mente l'idea che, considerata la situazone dei media etnici italiani, era possibile leggere questi ultimi più che come espressione delle singole comunità straniere, come un mezzo atto ad acquisire, attraverso l'offerta pubblicitaria di prodotti e servizi, la nuova "clientela immigrata".
Ma torniamo al convegno di ottobre.

Sul sito di Somedia, ne leggiamo gli scopi:
"I produttori di beni e servizi di largo consumo devono conquistare e fidelizzare un target decisivo e in continuo aumento: quello dei "nuovi italiani".[2]

Un obiettivo che può essere raggiunto esclusivamente attraverso un'approfondita conoscenza delle dinamiche decisionali, degli stili di consumo e delle preferenze delle diverse etnie".
Come ai tempi del colonialismo, si può contare sugli Esperti che lo Stato mette a servizio dei privati. A spiegare come vendere perline agli immigrati, ci sarà infatti Roberto Fioretti, sociologo dell'Università di Padova. E anche, guarda caso, "direttore della ricerca di Etnocom-Etnomarketing".

Dimenticavo, è sempre Albeggiani che ha organizzato un altro piccolo orrore, di cui abbiamo già parlato su Kelebek,  una conferenza sul tema "Strategie, leve e canali di comunicazione per il Baby e Kid Marketing".

I bambini, evidentemente attirano: sempre a ottobre, la Somedia ha in programma un'altra "conferenza", sul tema "Leve di marketing e innovazione del BABY FOOD." Come, cioè, tirar fuori profitti da piccoli esseri umani che sostanzialmente hanno bisogno, prima, di latte materno e poi di frutta, carne e verdura disponibili nel negozio sotto casa.

Sempre in tema di mercificazioni multietniche, Antonio Ricci di Striscia la Notizia dichiara a Repubblica (8 giugno) che gli piacerebbe avere una velina Rom per il suo programma. "Ma finora non se ne è presentata nessuna".

Onore alle Romnijà.

Nota:

[1] Almeno nel 2005, la Wpp aveva un buon sistema per soddisfare i propri clienti:  possedeva anche l'Agb, la società che rilevava i dati Auditel, ossia valutava il successo della stessa campagna pubblicitaria che la Wpp conduceva.

[2] Tra parentesi, "nuovi italiani" è una tipica espressione gergale del giro della Angelo Costa. Un gruppo di dipendenti della Angelo Costa ha anche sperimentato un divertente Nuovi Italiani - Partito Immigrati, che si è dedicato poi ad appoggiare Berlusconi.
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martedì, 12 agosto 2008

UNA RECENSIONE

Antonio Pagliaro è autore del romanzo Il sangue degli altri, edito da Sironi. Collabora con il quotidiano Liberazione, con Milanonera e La Sesia. Con Edo Grandinetti e Mauro Sandroni  ha fondato Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni.
Sul suo blog Xantology ha recensito "Tutto deve crollare". Potete leggerne qui.
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martedì, 12 agosto 2008

ASSOLUTISMI

Le olimpiadi sono iniziate, il circo è in moto. Si può andare a rimestare fra le vecchie chiacchiere, giusto per divertirsi un po'.

Uno che ad esser buoni si dovrebbe lasciar marcire in fondo a un pozzo diceva:
"I Giochi Olimpici sono bagnati del sangue dei tibetani... Il governo cinese li minaccia a casa loro, in una nazione occupata. Minaccia un popolo costretto in gran parte all'esilio. Di cui ha distrutto i monasteri. Di cui vorrebbe cancellare l'identità con un'immigrazione selvaggia. I tibetani sono uno dei popoli più pacifici della terra. Da decine di anni è in atto nei loro confronti un piccolo olocausto dagli occhi a mandorla, ma l'Occidente volta sempre la testa dall'altra parte... Gli atleti italiani rinuncino alle Olimpiadi. Facciano outing contro la dittatura, sarà la migliore azione della loro vita. Figli e nipoti ne saranno fieri. Molti italiani gliene daranno merito. Li ospiterò a casa mia durante le Olimpiadi e, come rimborso, li pagherò come personal trainer. Le Olimpiadi di Pechino non si possono celebrare sui massacri di Lhasa. Per ogni finale olimpica, per ogni premiazione, ci sarà il ricordo di un tibetano assassinato e di una Nazione stuprata sotto gli occhi indifferenti del mondo".

Il mio giovane amico Francesco Peroni, dopo qualche birra, era di tutt'altro avviso. Diceva:
"E poi se ogni tanto quattro monaci del cazzo si prendono due schioppettate... mi sta anche bene".

E io che dico? Che Francesco beve davanti a tutti, e il barzellettiere invece no.
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venerdì, 01 agosto 2008

MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIU'?

Un fantasma continua a tirar calci a tutte le ore del giorno e della notte. Fuori un romanzo postumo della castigatrice di somali. Qui un intervento condivisibile al 76%.
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