Tutto deve crollare

l'universo è di vetro
sabato, 27 settembre 2008

LA RECENSIONE DI PAGLIARO SU "LA SESIA"

Sul quotidiano di Vercelli, diretto da Remo Bassini, è stata pubblicata la recensione di Antonio Pagliaro relativa al mio romanzo "Tutto deve crollare". Qui il pdf.
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venerdì, 26 settembre 2008

SENZA PAROLE

Abbiati, portiere della squadra del Milan:

"Sono un uomo di destra, e la Destra ho votato alle elezioni. Faccio miei certi valori del fascismo: la patria, l'ordine sociale, il rispetto della religione cattolica. Non condivido i suoi sbagli: l'alleanza con Hitler e l'entrata in guerra. Ma basta considerare il fascismo come un argomento tabù".
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venerdì, 26 settembre 2008

IO VADO A PROVARE

Vi porto qui perché mi piace.
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martedì, 23 settembre 2008

RADICI

Ho sempre mostrato interesse per la storia della mia famiglia e l'origine del mio nome. Immaginatevi la sorpresa quando un produttore di vino si dichiarò disponibile a vendermi un'enorme quantità di bottiglie con lo stemma della mia famiglia sull'etichetta, corredando l'offerta con un volume che ripercorreva la storia dei miei avi fin dal medioevo.

Siccome il vino ha sempre suscitato un certo fascino su di me accettai la sua offerta, rifiutando le etichette ma prendendo il libro. Lo so che può apparire patetico ma c'erano dentro belle storie, o almeno così mi sembrò. Quella che mi colpì maggiormente riguardava un tale che aveva cospirato con Ciro Menotti nella sollevazione popolare anti-austriaca del 1831. Si chiamava Fabio Cannella ed era uno dei circa quaranta giovanotti che avevano condiviso con Menotti il suo romantico patriottismo.

Anche se non mi piace ammetterlo mi fece un certo effetto scoprire le mie radici. Al paese di mio padre avevano sempre indicato i membri della famiglia come "chigghie de Fabbie" (quelli di Fabio), ma nessuno era mai riuscito a spiegarsene il perché, nemmeno i miei nonni. La storia di Fabio, finito impiccato con Menotti, si era persa nel nulla per un tempo davvero lungo, per poi ritornare alla sua famiglia dopo quasi 200 anni grazie alla passione araldica di un vinaio.
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venerdì, 19 settembre 2008

LONTANO

E se, schifati da tutto, si andasse in montagna a ripopolare paesi dimenticati, lontano dagli ottusi, i soverchianti, difendendo le case e i boschi con le unghie?
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lunedì, 15 settembre 2008

DAVID WALLACE

Su Alias, il supplemento letterario del Manifesto, apparve nel 2004 una recensione di Oblio a firma di Tommaso Pincio. Vi si diceva fra l'altro:

Manco a farlo apposta in Caro vecchio neon, una delle otto storie di Oblio, troviamo un personaggio di nome David Wallace il quale preferirebbe non essere infastidito da una vocina interiore che mai manca di ricordagli come ci sia «qualcosa di profondamente sbagliato in lui», in uno che deve perdere un sacco di tempo ed energie per mettere a fuoco «cosa fare e cosa dire per impersonare un maschio americano accettabile o anche solo marginalmente normale», un individuo in bilico tra l’argento vivo dell’apparenza e la zona morta della coscienza, incapace o comunque impossibilitato a conciliare il tipo brillante che sembrava dall’esterno con ciò che dall’interno lo ha indotto a suicidarsi in modo «teatrale».
Il fatto che questo «David Wallace» si tolga la vita e che lo faccia proprio per via del suo talento — per via di una strabiliante capacità di attorcigliarsi con estrema eleganza attorno alle parole, un dono che è la prova provata di come nessuna normalità sia realmente perseguibile — può essere preso alla lettera, vale a dire come il suicidio letterario di uno scrittore che non regge al dolore di non poter raccontare una storia «vera». Oppure lo si può interpretare in chiave allegorica, il suicidio messo lì a rappresentare l’inanità di tutte quelle filosofie, e sono tante, nelle quali il limite tra linguaggio e menzogna è oltremodo sfumato.
Pensare che il suicidio di «David Wallace» abbia implicazioni più terrene, che parli del dolore della gente reale e magari di eventuali suicidi altrettanto reali, è pura illusione.



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mercoledì, 10 settembre 2008

UN CORTOMETRAGGIO POETICO

La parola a Davide Nota, come succede qualche volta su questo blog:

La mia estate è stata fabbrica, provincia e il mio primo esperimento di "cortometraggio poetico".
Ne sono felice. Mi sono divertito ed anche emozionato, come uno scolaretto che impara la scrittura.
Ideato nella trans industriale, tra un bancale e un altro, e girato con mezzi di fortuna nelle nottatacce adriatiche, è probabilmente sbagliatissimo, pieno di errori e di sbafature.
Ma così doveva essere. Il mio primo esperimento di "cortometraggio poetico".
Si titola "Gli orfani", dura 22 minuti, e narra in dieci quadri la storia di un ragazzo che in discoteca vede la madonna.
Potete commentarlo, anche.
Solo una piccola richiesta: casse alte, o cuffie. E' da ascoltare, soprattutto, il silenzio.
Insomma, guardatelo possibilmente da soli. Con la stessa attenzione richiesta alla lettura (o all'ascolto) di un testo poetico.
 
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giovedì, 04 settembre 2008

I CANNABINOIDI AMMAZZANO GLI STAFILOCOCCHI

Sembra che l'interesse principale di molti scienziati non sia quello di debellare la fame, produrre energia pulita a bassi costi o sviluppare programmi del trattamento dell'acqua, ma di liberarsi dal senso di colpa che gli onanismi affabulatori del gesù cristo hanno impiombato nelle loro coscienze.

Ecco che improvvisamente il caffè fa bene al cuore, ecco che l'alcool favorisce la socializzazione, ecco che il tradimento è causato da un gene (e dunque non ci si può far niente), ecco che i cannabinoidi eliminano gli stafilococchi.

Io dico: volete farvi le canne? Bene, nessuno sta qui a moraleggiare né a negarvi il sacrosanto diritto al piacere. Ma smettetela una buona volta con le cazzate, va bene?
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