Tutto deve crollare

l'universo è di vetro
venerdì, 12 dicembre 2008

NEL SILENZIO GENERALE

Negli ultimi dieci anni, l'influenza politica ed economica della Cina in Africa è aumentata a livelli considerevoli, attraverso investimenti in infrastrutture e prestiti a costo zero con cui vengono pagate le concessioni petrolifere. La Cina, inoltre, a differenza degli Stati Uniti, non impone ai suoi alleati economici gravose condizioni politiche, cioè rispetta le sovranità nazionali senza interferire negli affari altrui (l'unica condizione che impone è quella di non avere relazioni ufficiali con Taiwan). Di conseguenza il continente nero si sta trasformando in una vera e propria riserva di caccia per i cinesi.  

La concorrenza per le risorse energetiche si fa insomma sempre più preoccupante per gli Stati Uniti, considerando che l'Africa sarà chiamata a fornir loro il 25% del petrolio entro il 2015.

La risposta americana a questo stato di fatto ci riguarda molto da vicino. Naturalmente non poteva che essere di tipo militare, e pur nel silenzio generale (in parlamento non se ne parlerà neppure) Berlusconi ha già autorizzato lo spostamento di due strutture di Africom, il nuovo comando delle forze armate americane per gli interventi in Africa, a Napoli e Vicenza.
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mercoledì, 10 dicembre 2008

A LEIDEN

A Leiden hanno avuto la bizzarra idea di decorare i muri delle casette seicentesche con i versi, in lingua originale, dei più importanti poeti e romanzieri di tutto il mondo. Alcuni nomi: Derek Wallcott, Jorge Luis Borges, Wislawa Szymborska, William Shakespeare, Paul Verlaine, Sappho, Arthur Rimbaud, Horatius, William Carlos Williams, Pablo Neruda, John Keats, Rainer Maria Rilke, Octavio Paz, Paul Celan, Guillame Apollinaire, Ingeborg Bachmann, Charles Baudelaire, Alexander Blok, Ernest Hemingway, Charles Montesquieu, Ezra Pound, Garcia Lorca.

E gli italiani? Niente paura: sono addirittura 4. In Pelikaanstraat c'è "Treno in corsa" di Cesare Simonetti.  In Hoge Rijndijk 8 ancora merda futurista con "Zang-Tumb-Tumb" di Filippo Tommaso Marinetti. In Oude Rijn 138 ci si riprende un po' con "Non chiederci" di Eugenio Montale.
In Vrouwenkerkplein 1, ecco infine quest'altra cosa.
 

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martedì, 09 dicembre 2008

DOPO L'ASSASSINIO DI ALEXIS GRIGOROPOULOS

La rivolta deve continuare
VIA IL GOVERNO KARAMANLIS!
APPELLO DELL’ORGANIZZAZIONE COMUNISTA DELLA GRECIA (K.O.E.)

Lunedì 8 dicembre
L’Organizzazione Comunista della Grecia (KOE) saluta le migliaia di giovani e di persone che continuano – per il terzo giorno consecutivo – le risolute e combattive manifestazioni contro il governo e i crimini della polizia.
In questo momento (lunedì 8 dicembre) migliaia di studenti delle scuole stanno dimostrando davanti al Quartiere Generale della Polizia ad Atene ma anche nei molti quartieri e città in tutta la Grecia.
Oggi pomeriggio la Coalizione della Sinistra Radicale (SRYZA) ed altre organizzazioni della sinistra hanno chiamato ad una grande mobilitazione popolare nel centro di Atene. Anche il Partito Comunista di Grecia (KKE) che fino ad ora non ha preso parte alle manifestazioni e alle proteste, sotto pressione dei giovani e delle masse popolari ha chiamato ad una manifestazione ad Atene (per ora separata dall’altra manifestazione).
Le manifestazioni in tutta la Grecia esprimono spontaneità e allo stesso tempo una domanda politica e popolare: la condanna del governo di Karamanlis. Le proteste e la rabbia delle masse sono pienamente giustificate. I poliziotti che uccidono non vengono puniti. Le scuse del governo mirano a  indirizzare l’attenzione sulla distruzione delle proprietà pubbliche e private ma non possono coprire le sue responsabilità. Il governo è colpevole perché arma i poliziotti killer e non li punisce per i loro crimini. Il governo è colpevole perché ha trasformato la città di Atene in una camera a gas nel tentativo di fermare le manifestazioni, attaccando la gente con armi chimiche e torturando i dimostranti arrestati.
Il governo porta tutto il peso di una piena responsabilità politica. Esso ha fallito in ogni campo: nell’economia, nell’educazione, nel lavoro e nei diritti democratici. Prima cadrà questo governo criminale meglio sarà per il popolo e la società. Le annunciate dimissioni del Ministro degli Interni e del Vice Ministro dell’Ordine Pubblico, non possono calmare la giusta rabbia della società. Se queste dimissioni non verranno accettate, questa sarà la prova della piena responsabilità del Primo Ministro e dell’intero governo.
La rivolta non deve finire. E’ solo cominciata. Noi chiamiamo all'azione i giovani e il popolo: tutti in piazza nelle manifestazioni di oggi in tutta la Grecia! Va dichiarato lo sciopero in tutte le scuole e vanno occupate le università! Va trasformato lo sciopero generale dei lavoratori di giovedì prossimo in un vero e proprio processo contro il governo criminale, un processo popolare che condanni un governo corrotto e assassino. Chi ha responsabilità deve pagare per impedirgli di continuare con i suoi crimini.
Tutti in piazza! Tutti nelle strade!
Facciamola finita con questo governo che si è venduto la Grecia, che attacca le masse popolari e ammazza i giovani. La lotta popolare vincerà!

Atene, 8 dicembre
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venerdì, 05 dicembre 2008

FACEBOOK, SI DICEVA

Un giorno quelli che scrivono si chiameranno tutti fuori, magari proclamando uno sciopero dell'autore. 
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venerdì, 05 dicembre 2008

NEROMARCHE SU SHERLOCK MAGAZINE

Qui la recensione di Salvatore Proietti.
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mercoledì, 03 dicembre 2008

ANCORA SULLO SCIOPERO

Parto da qui per chiedermi: se è in atto una riscrittura del tempo, un'azione di disinformazione storiografica, una neutralizzazione delle radici culturali della sinistra, e se ciò comporta una negazione dello spazio pubblico, dei patrocini e degli incarichi, come possiamo abdicare volontariamente dalla parola, rinchiuderci in noi stessi, lasciare spazio al dispiegamento della trama? 
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martedì, 02 dicembre 2008

GENESI E MERDA DI UN PREMIO LETTERARIO

Così fan tutti.
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lunedì, 01 dicembre 2008

LO SCIOPERO DELL'AUTORE

Su Nazione Indiana è stata diffusa dai suoi promotori (Marco Giovenale, Giulio Marzaioli, Vincenzo Ostuni e Michele Zaffarano) questa iniziativa di dissenso dai governi nazionali e locali di centrodestra.

La proposta sarebbe quella di rifiutare l'invito a leggere o a partecipare in manifestazioni patrocinate da amministrazioni locali di centrodestra.

I motivi per cui la ritengo irricevibile e anche piuttosto bizzarra emergono da un paio di miei interventi nel commentario. 
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