Tutto deve crollare

l'universo è di vetro
giovedì, 29 gennaio 2009

UN PO' DI PRESUNZIONE

Umorismo o cinismo, non so bene ma mi piace.
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lunedì, 26 gennaio 2009

RIFONDAZIONI VARIE ED EVENTUALI

C'era una volta Rifondazione Comunista. Siccome scopava tanto dal suo ventre uscirono fuori i figlioletti. Uno dopo l'altro furono battezzati tutti. Ancora oggi hanno nomi simpatici: Partito dei Comunisti Italiani, Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Critica, Rifondazione per la Sinistra. L'ultimo per la verità è appena nato. Insieme fanno 5 partiti e nemmeno un seggio in Parlamento.

Dopo l'ennesimo parto, un amico mi chiedeva: ma se niente + niente fa niente, e niente - niente uguale, dovrebbe "fare" qualcosa questa nuova scissione?

Io ci pensavo un po' su e poi gli dicevo: stai sbagliando approccio, sei troppo ancorato a schemi che non funzionano più. Ragioni ancora in termini di addizione e sottrazione. Non si fa. Il modello dominante in politica è un meccanismo algebrico. Risiede nell'insieme dei numeri interi, secondo il quale meno x meno fa più.

Ah sì? dice lui.

Certo, dico io, per convenienza. Quando furono inventati i numeri negativi ci si pose il problema delle operazioni fra i numeri stessi, e si stabilirono delle regole. Basate esclusivamente sulla convenienza. La moltiplicazione fra numeri negativi è una convenienza positiva, particolarmente per gente con la colla fra il culo e la sedia.

Oggi mi richiama e fa: hai certamente ragione, amico mio, ma che mi dici del fatto che avevo come riferimento la teoria cantoriana degli infiniti, che è più logico-matematica, dunque più trascendente che operativa? Del resto la descrizione del nulla è il campo privilegiato della metafisica, e ce li vedo proprio questi quattro coglioni di Rifondazione a disputarsi consistenza ontologica con il mistero aritmetico della santissima trinità o con quello insiemistico degli universali.

Al che lo invitavo a passare a casa per una birra e amen.

 
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giovedì, 22 gennaio 2009

ADESSO

Sta succedendo questo.
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mercoledì, 21 gennaio 2009

SIGNOR SILVIO BERLUSCONI

Lettera a Silvio Berlusconi: un esercizio di retorica, è un racconto scritto da Giulio Mozzi nel 2001.

Originariamente doveva far parte di Patrie impure, un'antologia curata da Benedetta Centovalli per l'editore Rizzoli. Quando il libro uscì, però, il pezzo non c'era. Solo successivamente fu spiegato all'autore che era stato escluso per ragioni legali.

Lo scrittore padovano lo ripropone oggi su Vibrisse, forse per scrupolo di coscienza, forse per vedere se davvero finisce in galera. 
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lunedì, 19 gennaio 2009

INSURREZIONE

Provo una sensazione strana ad ascoltare le nuove canzoni degli Affluente. Dopo 17 anni e 5 dischi alle spalle è infatti uscito Insurrezione, un EP a metà con i Contrasto di Cesena, e per la prima volta nella storia del gruppo io non ci sono. A sentire i risultati forse è un bene. A me questo disco piace molto.

E per finire ecco a voi il video di "10 crimini al giorno", come al solito messo su dall'amico Strelnik. Buono anche questo.
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venerdì, 16 gennaio 2009

L'ARRICCHIMENTO GRAFICO

Sono rimasti in pochi a leggere i quotidiani, si dice. Deriva dei cervelli in pappa, o qualcosa di altrettanto piagnucoloso. Oppure no?
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giovedì, 15 gennaio 2009

DUE POPOLI, DUE NARRATIVE

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mercoledì, 14 gennaio 2009

LE PROFEZIE

Dopo aver conosciuto una moltitudine di tipi umani considero il prete alla stregua del rifiuto organico. Eppure, come ben m'insegna mio fratello, che appunto raccoglie monnezza, è proprio rimestando nello schifo che trovi le cose migliori.

Così fu per me a 16 anni, quando casualmente m'imbattei nella "Lettera ai cappellani militari" di Don Lorenzo Milani, che pubblicata da vari giornali portò il sacerdote ad essere denunciato e rinviato a giudizio per apologia di reato.

Così mi è successo qualche giorno fa, quando mi è capitato di sbattere gli occhi su alcune poesie di David Maria Turoldo. Da "Mia Apocalisse":

Tempo verrà

Tempo verrà che non avrete un metro
di spazio per ciascuno:
lo spazio di un metro
che sia per voi. Tutti
vi dovrete rannicchiare:
nemmeno coricati!
Se pure non sarete
accatastati uno sull’altro.
Allora uno resterà soffocato
dal ribrezzo dell’altro.

Non avrà spazio
neppure il pensiero
e tutto sarà nel Panottico:

pupilla di un
Polifemo
fissa al centro del cielo:

non ci sarà un solo angolo,
un remoto angolo
per il più segreto
dei pensieri.

Il cuore sarà cavo
come il buco nero
in mezzo alle galassie.

La mente di tutti
una lavagna nera…

Un groviglio di fili
senza corrente
i sentimenti
a terra.

 

Va scomparendo

Va scomparendo perfino
l’intelligenza dei fanciulli,
e gli adulti non hanno più memoria:

anche la lingua va morendo,
né ci sarà la Neolingua a salvarci:
ci saranno solo dei segni
e dei grugniti…

se appena qualcuno mostrerà
di comprendere, si dirà:
“è intelligente”!

E continueremo
ad ingannarci:
illusi di aver capito.



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lunedì, 12 gennaio 2009

L'ANTICO TESTAMENTO E IL GENOCIDIO A GAZA

Ieri leggevo questo intervento del musicista e scrittore Gilad Atzmon, ebreo antisionista. Mi colpivano le sue considerazioni su certe invocazioni al genocidio contenute nell'antico testamento.

Poi ho visto questa foto, ho pensato a quanti considerano i razzi di Hamas contro Israele la causa della tragedia palestinese, e ho ricordato uno dei più strani dialoghi contenuti nella Torah.

I protagonisti del dialogo sono Abramo, il primo ebreo, e Dio. L'origine della discussione è nella distruzione delle città di Sodoma e Gomorra e nello sterminio di tutti i suoi abitanti. La preoccupazione di Abramo è che vivano in quelle città persone senza colpa. Il dialogo funziona più o meno così:

Abramo: e se tra i malvagi di Sodoma e Gomorra vivono anche solo 50 uomini giusti? Non sarebbe un sacrilegio punire il giusto insieme all'empio?

Dio: se ci fossero 50 uomini retti risparmierei l'intero territorio.

Abramo: e se ce ne fossero 45?

Dio: stessa cosa.

Abramo a questo punto comincia a contrattare e a scendere di prezzo. Chiede per 40, poi per 30, poi per 20, infine per 10. Abramo desiste da questa contrattazione estenuante solo dopo aver ottenuto da Dio la promessa che non avrebbe distrutto quelle città anche se ci fossero stati solo 10 uomini retti.
E' chiaro, no? Dio sta mentendo. Considerando che ucciderà anche i neonati (quindi ben più di 10 innocenti) resta evidente la sua volontà di sterminio. Abramo lo sa, ma fa finta di non accorgersene.

Ora, ammesso che la Palestina sia piena di terroristi (cosa di per sé piuttosto ridicola solo al pensiero) può essere giustificabile la risposta militare di Israele ad Hamas?

Penso possa esserlo solo nella misura ipotezzata da Atzmon. Il Dio sterminatore della Torah spiana la strada al popolo eletto con la spada, lascia che esso massacri i suoi nemici (colpevoli o innocenti che siano), e istituisce un ordine mondiale legalizzato dalla sua volontà (stupidamente malvagia) e dai suoi ordini. 
  
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venerdì, 09 gennaio 2009

COSA RESTA DI RICERCABO

La parola ai due vecchi di RicercaBo: Renato Barilli e Nanni Balestrini.
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