Tutto deve crollare

l'universo è di vetro
lunedì, 30 marzo 2009

LE LETTURE DEL RICERCABO 2008

La Mediateca di San Lazzaro ha messo in rete le sedici letture del RicercaBo del novembre scorso, con i relativi dibattiti. Le potrete ascoltare andando a sfrucugliare qui.

Cliccando sul nome del vostro eroe preferito mi sentirete cantilenare per un quarto d'ora. Alla lettura seguiranno gli interventi critici di Andrea Cortellessa, Alberto Sebastiani, Renato Barilli e Giulio Mozzi. Purtroppo, per motivi di spazio, sono state annullate le voci di Antonio Schiavulli e Luigi Weber, che pure mi erano sembrate interessanti.

Un occhio di riguardo anche per gli altri due autori di Vibrisselibri: Alessio Pasa e Demetrio Paolin.
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venerdì, 27 marzo 2009

CAMPANILISMI

Una cosa abbastanza singolare per la citta' di Ascoli e i suoi dintorni e' aver dato i natali a diversi editori.

Il primo della lista e' Valentino Bompiani. Fu probabilmente per caso che nacque nel capoluogo piceno il 27 settembre 1898.

Il secondo e' Cino Del Duca. Nacque nel 1899 a Montedinove, un paesino sperduto sui Monti Sibillini. Fu fondatore del quotidiano Il Giorno e, sebbene nel frattempo emigrato a Parigi, presidente onorario dell'Ascoli calcio negli anni '60.

L'ultimo della lista, tuttora impegnato con l'omonima casa editrice, e' Elido Fazi, venuto alla luce ad Acquasanta Terme, 10 minuti di macchina da Ascoli Piceno.

Fu un giorno di giugno del 2006 che lessi in cronaca locale sul Resto del Carlino una sua intervista. La interpretai come un segno del destino a me favorevole. Gli veniva infatti chiesto se avesse mai valutato manoscritti di autori ascolani. Lui rispondeva che no, che non ne aveva mai ricevuti, ma che eventualmente li avrebbe considerati ben volentieri e con interesse.

Tre mesi dopo inviai a Fazi il manoscritto di Tutto deve crollare. La risposta di rifiuto mi fu inviata via email. E quel che e' peggio consisteva in un trafiletto impersonale e prestampato. 
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mercoledì, 25 marzo 2009

IL POTERE DI GUARDARE LONTANO

Ho riletto gli Scritti Corsari di Pasolini dopo un mucchio di tempo. E' successo per caso. Un giorno ho posato lo sguardo sulla libreria, ho notato la fascetta blu dell'edizione Garzanti e mi son detto che era arrivato il momento.

La prima cosa che mi viene da dire e' questa: negli Scritti Corsari, roba di 35 anni fa, non c'e' niente che mi ricordi l'Italia di allora. Certo in quel tempo avevo solo 11 anni, difficile che riuscissi a capacitarmi di qualcosa che andasse oltre i caroselli e la televisione dei ragazzi, i padri brown, le avventure del piccolo ranger e quelle cose li', anche se nel mio primo libro raccontavo che a quell'eta' m'interessavano gia' le farneticazioni di Wilhelm Reich e avevo in odio gli sbandati che imperversavano nelle strade urlando slogan contro gli imprenditori e la polizia. Beh, non era vero niente, quella era truffa, letteratura. A quell'eta' non mi facevo nemmeno le seghe. Il fatto e' che rileggendo gli Scritti Corsari oggi, ho come l'impressione che siano stati scritti ieri. La capacita' di preveggenza di quest'uomo mi sgomenta.   

E che altro? Ah si, questo: non ho riletto il libro per caso. Ho mentito. E' stato invece un atto premeditato. Ricominciamo.

C'e' questo tipo che beve e fuma a casa mia. Dice un sacco di stupidaggini ma e' divertente. A un certo punto il discorso finisce su Pasolini, non si sa bene perche' ma succede. Lui dice che di gente cosi' dovrebbero essere pieni i cimiteri (un frocio, un pedofilo, un pervertito eccetera). Io sto zitto per un po'. Mi suda la fronte, mi mangio le unghie, faccio lunghi sospiri in cerca di ossigeno. Alla fine sbotto, anzi no. Sono perfino conciliante. Gli dico che dopo tutto ha ragione, che la sua descrizione di Pasolini e' abbastanza rispondente al vero. Poi gli dico anche: di pervertiti e' pieno il mondo, uno in piu' o in meno che differenza fa? Di gente capace di bucare il tempo e vedere la fogna in cui tutti stiamo imputridendo, invece, quanta ce n'e'?

Ieri ad esempio riflettevo su questo.



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lunedì, 23 marzo 2009

LA TANA DEGLI ALBERIBELLI

La prima cosa che feci quando arrivai in Olanda fu di scrivere un email a Marino Magliani per chiedergli di poterlo incontrare e conoscere. Di lui sapevo ben poco, ma avevo letto un paio di racconti su Nazione Indiana e mi erano piaciuti. Soprattutto uno, si chiamava “La pozzanghera”. Sapevo anche che da molti anni viveva a Ijmuiden, non molto lontano da Leiden, e che quindi non mi sarebbe stato difficile raggiungerlo. Mi rispose subito. Dopo esserci scambiati i numeri di telefono decidemmo d’incontrarci l'indomani, fra le dune che amava cosi' tanto, sulla costa occidentale.

 

Con me quella volta c’erano Paola e Emma. Era una bella giornata di quelle che piacciono tanto qui, di vento gelido e forte. Il viaggio fu breve. Dopo aver fiancheggiato per un paio di chilometri le ciminiere delle acciaierie di Velsen, parcheggiammo la vecchia Kangoo davanti a un chioschetto di gelati e sedemmo su una panchina ad aspettarlo. L'attesa fu breve. Dopo qualche minuto ci apparve come un fantasma, in tuta da ginnastica, una barba bianca da fachiro e la faccia mezza nascosta da un berretto. Ebbi subito l’impressione di un uomo buono. Mi regalo’ dei libri, io non avevo niente per lui e mi vergognai un po’. Poi scendemmo in riva al mare per sgranchirci le gambe e parlare. Ogni volta che il passeggino di Emma sprofondava nella sabbia mi aiutava a sollevarlo e sorrideva. Fu molto gentile con noi, e quando alla fine se ne ando’, risalendo la duna e sfiorando con le mani i cespugli d’erba che la fiancheggiavano, lo seguimmo con lo sguardo fino a quando raggiunse la strada e scomparve.

 

Da quel giorno mi ha sempre manifestato la sua amicizia e il suo aiuto. Niente a che fare con le conventicole e i complotti cosi’ tanto di moda fra gli uomini di cultura in Italia. Se ho un raccontino che mi piace lui me lo posta sul blog La poesia e lo spirito, di cui e’ redattore. Tutto qui. E per fortuna. Qualche volta c’incontriamo alla Libreria Bonardi della mitica Marina Warners, per lo piu’ ci sentiamo al telefono. E’, la nostra, un’amicizia appena accennata, discreta, fra persone confinate in due stanzette a qualche chilometro di distanza.

 

Un paio di settimane fa mi ha fatto il suo ultimo regalo, l’invito a presentare il nuovo romanzo “La tana degli alberibelli” ad Amsterdam. L’appuntamento e’ per giovedì 2 aprile alle 20 alla Libreria Bonardi. Il romanzo l’ho divorato. Mi ci sono appiccicato la notte e l’ho lasciato solo alla fine. E’ un libro fatto cosi’, di quelli che hanno il potere di tenerti avvinto alla pagina.

Siccome non ho voglia di svelarvi troppo e non sono nemmeno bravo a fare le recensioni, vi consiglio di cercarlo in libreria. Per chi avesse proprio bisogno di qualche indicazione sappia che sostanzialmente e’ un giallo. Del giallo ha infatti tutti gli elementi classici: le indagini, le sparatorie, i pedinamenti, i morti ammazzati. Eppure parlarne in questi termini significa brutalizzarne il valore. Perche’ questa e’ letteratura, se capite cosa intendo. Qualcosa che ha l’ambizione di rimanere. Per Marino e’ anche un modo di raccontarci la sua Liguria di Ponente, cosa che in verita’ ha sempre fatto. Ma se nei suoi romanzi per Sironi si respirava l’odore dei frantoi, e in “Quella notte a Dolcedo” ci si scorticava nei rovi, stavolta si prova a scendere giu’ nel profondo di questa terra, amata e odiata con la stessa intensita’. Questa e’ storia di grotte, gallerie e inghiottitoi. E se uno si chiede dove si andra’ a finire la prossima volta, basta aspettare. Di solito a Marino e' necessario un solo anno per tornare in libreria con un nuovo romanzo.   

 

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venerdì, 20 marzo 2009

AFFLUENTE ON THE ROAD

E' un periodo di superlavoro per gli Affluente, la band piu' punk-hardcore del mio cuore. Queste le date dei loro prossimi concerti. Se vi capita di essere nei paraggi e non sapete dove sbattere la testa, allora fate pure un salto che vi divertirete.

21 marzo: Centro Sociale Spartaco - Ravenna.

28 marzo: Torre Maura occupata - Roma.

 4 aprile: Spazio Libertario Sole & Baleno - Cesena.

 5 aprile: Circolo Anarchico Ex-carcere- Jesi

10 aprile: (posto ancora da definire) - Caserta.

11 aprile: (posto ancora da definire) - Giulianova.

  9 maggio: (posto ancora da definire) - Pisa.

13 giugno: El Paso - Torino.

27 giugno: Rive del Lago - Santa Giustina Val di Non.

Eccetera eccetera.
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mercoledì, 18 marzo 2009

O CADERNO DE SARAMAGO

E' disponibile in rete la traduzione autorizzata del blog di Jose' Saramago a cura di Massimo Lafronza.

Poiche' Saramago e' sempre stato uno dei miei scrittori preferiti la cosa mi rende molto felice. L'eta', del resto, sembra non aver scalfito la tempra da combattente dello scrittore lusitano, e leggerlo fa sempre bene al cuore.

Come e' sua abitudine lo sguardo non si ferma a cio' che gli succede intorno. Il suo pensiero ha un respiro universale. E sugli eterni problemi della sinistra ha ancora da dire, eccome:

Abbiamo ragione, la ragione che assiste chi propone che si costruisca un mondo migliore prima che sia troppo tardi, tuttavia, o non riusciamo a trasmettere alle persone ciò che di sostanziale c’è nelle nostre idee, o ci scontriamo contro un muro di  diffidenza, preconcetti ideologici o di classe che, se non riescono a paralizzarci completamente, finiscono, nel peggiore dei casi, col suscitare in molti di noi dubbi, perplessità, queste, sì, paralizzanti. Se il mondo, un giorno, riuscirà a essere migliore, lo sarà solo grazie a noi e con noi. Che si sia più coscienti e orgogliosi del nostro ruolo nella Storia. Ci sono casi in cui l’umiltà non è buona consigliera. Che si pronunci a voce alta la parola Sinistra. Affinché si senta e si sappia.

Ho scritto queste riflessioni per un volantino elettorale della Sinistra Unita di Euzkadi, ma le ho scritte anche pensando alla sinistra del mio paese, alla sinistra in generale. Che, nonostante quello che sta succedendo nel mondo, continua a non alzare la testa. Come se non avesse ragione.

 

Molte delle sue attenzioni sembrano rivolte all'Italia:

Mi rendo conto che la domanda potrebbe suonare in qualche modo offensiva a un orecchio delicato. Di cosa si tratta? Un semplice particolare per chiamare in causa un intero popolo, per chiedergli conto dell’uso di un voto che, per la gioia di una maggioranza di destra sempre più insolente, ha finito per fare di Berlusconi padrone e signore assoluto dell’Italia e della coscienza di milioni di italiani? Anche se, in realtà, voglio dirlo subito, il più offeso sono io. Sì, esattamente io. Offeso nel mio amore per l’Italia, per la cultura italiana, per la storia italiana, offeso, ancora, nella mia ostinata speranza che l’incubo possa aver fine e che l’Italia possa riappropriarsi dell’esaltante spirito verdiano che, per un periodo, ha rappresentato la sua migliore definizione. E non mi si accusi di stare gratuitamente mischiando musica e politica, qualsiasi italiano colto e onesto sa che ho ragione e il perché.

Appena 5 giorni fa ci dedicava un altro pensiero. La democrazia in un taxi. 

 


 
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lunedì, 16 marzo 2009

LO STRANO CASO DI ALFREDO TASSI

Ricevo dal poeta Davide Nota e vi invito a diffondere:

Alfredo Tassi, artista e performer marchigiano di ventisette anni, è morto il 5 febbraio del 2009, a Digione (Francia), dove stava allestendo per la “Sociètas Raffaello Sanzio” le scenografie per lo spettacolo Inferno, in circostanze misteriose su cui la Gendarmeria francese sta ancora indagando.
 
Mentre in Francia gran parte della stampa nazionale si è occupata del fatto, interrogandosi sui temi della morte sul lavoro e della sicurezza all'interno dei teatri, in Italia abbiamo riscontrato gravissime difficoltà per aprire un dialogo con la stampa nazionale.
 
Oggi abbiamo pubblicato una nota per Alfredo su Absolute Poetry, presso l'indirizzo http://lellovoce.altervista.org/spip.php?article1705
e su Liberazione è uscita una lettera firmata dagli amici di Alfredo, che può essere anche visionata presso il sito del quotidiano www.liberazione.it (edizione del 14 marzo, pag.19).
 
Vi preghiamo di contribuire a infrangere la cortina di silenzio che circonda da oltre un mese l'intera vicenda.
Un blog che raccoglie informazioni, articoli e memorie su Alfredo è: http://dialfredo.blogspot.com
 
Grazie per l'attenzione,
uno dei tanti amici di Alfredo
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venerdì, 13 marzo 2009

POLITICA DEL PASSATO E DISOCCUPAZIONE

Non c'e' posto per la politica del passato quando la disoccupazione e' in crescita. Cosi' recita il discorso di insediamento di Jovino Novoa a nuovo Presidente del Senato cileno.

Attuale senatore per il partito Unione Democratica Indipendente, Novoa fu sottosegretario durante la dittatura di Augusto Pinochet negli anni fra il 1979 e il 1982, quando furono commesse almeno 79 violazioni dei diritti umani, tra le quali la brutale decapitazione del sindacalista Tucapel Jimenez.

Decine di foto di desaparecidos e bandiere nere a mezz'asta in segno di lutto hanno fatto da contorno alla cerimonia di insediamento.

Serriamo i pugni. Altro non possiamo fare. Dopo tutto c'e' ancora speranza se il ricordo non muore.


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mercoledì, 11 marzo 2009

FREE ITALIAN EPIC

La New Italian Epic, canonizzata dal collettivo Wu Ming con un saggio a puntate uscito recentemente in cartaceo per Einaudi Stile Libero, ha aperto spazi di discussione in rete e sui giornali. Come spesso succede in internet si e' arrivati qualche volta alle offese personali, a qualche pernacchia di troppo. In certi casi, ci si fosse trovati in una stanza a guardarsi negli occhi, si sarebbe venuti anche alle mani. Forse.

Il fatto e' che schiere di ferventi adoratori sono accorse a santificare il nuovo corso della letteratura italiana, piu' che altro inteso a glorificare i libri wuminghiani e quelli dei loro amici. Fortunatamente non tutti si sono piegati alla logica commerciale degli ex combattenti per la liberta' delle patrie lettere. Sul fronte del no, uno dei critici piu' agguerriti e' sicuramente Carla Benedetti. Non sempre mi sono trovato d'accordo con lei, ma in questo caso sicuramente si'. Potenza dell'orrore epico?
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lunedì, 09 marzo 2009

LE MONUMENTALI EREZIONI DEI LEGHISTI

Sono stati condotti in questura intorno alle 17 di ieri in Via Indipendenza a Bologna, e li' trattenuti fino alle 20, senza che fosse loro consegnato alcun verbale, tre attivisti di area anarchica accusati di aver rovesciato un banchetto del Movimento Giovani Padani nei paraggi dell'incrocio con Via Righi.

I leghisti stavano distribuendo un volantino a titolo: "Adesso basta - Fermiamoli con la castrazione chimica" nel cui fronte erano riprodotti titoli di giornale relativi a stupri di cui erano stati accusati dei migranti.

Posso dirlo? Questa porcheria di voler dare identita' etnica allo stupro, tipica del belpaese in questo momento, e' una di quelle cose che riuscirebbero a far incazzare perfino me.

Ma poi i leghisti non erano quelli che "ce l'avevano duro?"   
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